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Per un portatore di handicap la partecipazione all'attività sportiva sia come protagonista sia come semplice spettatore, rappresenta un mezzo estremamente efficace non solo per la riabilitazione psicofisica ma anche e soprattutto per il suo inserimento nella vita sociale.
Per l'individuo minorato lo sport rappresenta la più naturale forma di esercitazione riparatrice e può essere impiegato con successo per integrare i metodi convenzionali di fisioterapia al fine di restituire all'invalido la propria forma, cioè forza coordinazione, velocità, resistenza. Nella gara con se stesso, inoltre, la persona handicappata impara a superare la fatica, uno dei sintomi predominati nei primi stadi della riabilitazione fisica. Inoltre non bisogna sottovalutare l'importanza del valore ricreativo e psicologico dello sport che, al di là del semplice esercizio, offre all'handicappato una motivazione addizionale restituendogli quel desiderio di provare gioia e piacere nella vita che è così profondo in ogni essere umano. Infatti gran parte del benefico che si può ricavare dello sport nel processo di riabiltazione, viene a cadere se manca il divertimento, fattore importante nel promuovere quell'equilibrio psicologico che permette all'individuo di venire a patti con il suo difetto fisico. Con il termine impianto sportivo intendiamo riferisci ad ogni genere di costruzione in cui si possa svolgere attività sportiva, Questi tipi di impianto non devono però essere costituiti esclusivamente per gli handicappati, devono essere impianti per tutti in cui sia possibile una fruizione anche da parte degli handicappati. Alla base di ogni discorso di progettazione deve esserci il fatto che l'handicappato possa sentirsi uguale agli altri, deve essere quindi integrato, non isolato.
Gli utenti in carrozzina ortopedica devono poter accedere ad un certo numero di posti riservati. Essi devono poter raggiungere questi posti senza dovere superare differenze di livelli o al massimo superandole per mezzo di rampe o ascensori. Gli spazi liberi, riservati agli invalidi in carrozzina, devono essere in numero pari a 1 posto ogni 300 o frazione di 300 posti e comunque non inferiore al rapporto di 1/400, concentrandoli in un'unica area. Questo rapporto è valido solo per stadi e gradi impianti con molto pubblico, ma per gli impianti con poco pubblico, il numero dei posti riservati non dovrà essere inferiore a 4.
Lo stallo libero deve avere le seguenti caratteristiche:
- lunghezza 1, 20/1, 50 m
- larghezza 1,10 m
- spazio libero, anteriore o posteriore, per manovra di uscita, di larghezza pari a quella dello stallo o di lunghezza minima di 1 m.
- deve essere circoscritto, singolarmente o nel complesso degli stalli su tre lati, da un protezione di altezza minima di 0,80 dal pavimento e con un ferma pedane.
- Il pavimento dello stallo deve essere orizzontale.
- La posizione della carrozzina ortopedica deve essere sistemata in modo tale da consentire la visibilità sia al minorato che agli altri spettatori.
Negli impianti con più di un piano fuori terra devono essere previsti ascensori direttamente raggiungibili dall'atrio di ingresso e dalle piattaforme di distribuzione dei vari piani. Tali ascensori, opportunamente dimensionati, devono essere dotati di un dispositivo ad apertura e scorrimento laterale automatico per consentire un comodo transito anche a chi può avere passeggini o carrozzina ortopedica, ecc.
